Echi


Stanotte il marito di una mia parente si è ucciso.
Non so ancora come, nè perchè.
Era stato dimesso dall’ospedale per un intervento di routine.
Poi le notizie si frammentano e si arricchiscono: accendono le fantasie di un paese monotono, noioso e annoiato.
Me lo vedo davanti.
– Ciao, come stai? Salutami papà e mamma (nell’ordine).
Che cosa aveva nella mente quando ha deciso di spegnerla per sempre?
L’incomprensibilità di certe scelte, per me, va di pari passo con l’estremo rispetto che nutro per esse.

 

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Time out


Un bel giorno ti svegli e ti rendi conto di essere diventata un’altra persona. Non necessariamente migliore.

Un bel giorno, all’improvviso, arriva il momento in cui, per caso o per destino, ti ritrovi inchiodato al peggiore dei tuoi incubi divenuto realtà.

Fotogrammi


Io non ho ricordi, eppure ne ho tanti: alimentati dalla paura di vederli svanire per sempre.
Ed ho un cattivo rapporto col tempo che passa: sempre un paio di anni avanti, inopportunamente.
Col mio corpo che cambia, e il viso da ragazzina arguta segnato com’è logico che sia.
Non giusto, no, ma logico, com’è logico abdicare a se stessi.
Io non ho ricordi, ma solo fotogrammi sbiaditi da lasciare a sbiadire nel tempo.

Decalogo


La sottoscritta è ufficialmente entrata in un periodo caratterizzato da un altissimo tasso di asocialità.
Ciò comporterà:
1- Una severa potatura fra i contatti di facebook.
2- Una severa potatura fra altro genere di contatti.
3- Il pensionamento delle buone maniere formali.
4- Il posizionamento degli interessi personali al primo posto.
5- L’allontanamento a vita di gente sciocca, intellettivamente (ed intellettualmente) limitata.
6- La radiazione di chi è privo di senso dell’umorismo e usa un linguaggio che, onestamente, a mio figlio diciottenne  farebbe pena.
7- La rivalutazione di certe letture, di certa musica e di certe persone…realmente preziose.
8- La messa al bando di tutto ciò che non mi arricchisce dentro, che mi delude, che mi ferisce.
9- La commisurazione della bendisposizione d’animo a seconda dei meriti altrui, vagliati dal mio insindacabile giudizio.
10- La distribuzione, alla bisogna, di un bel vaffanculo che, per quel che ne so, non si nega a nessuno.

Come eravamo


Due anni fa avevo un blog molto (ben) frequentato, pieno di vivacità e gente di passaggio.

C’erano anche gli amici, molti dei quali sono amici ancora oggi.

Però, ecco, forse il tempo dei blog è finito, spazzato via da facebook, dalla noia e dalle vicende personali di ognuno.

Eppure mi è piaciuto partecipare, e alla grande, a quel periodo che non tornerà più.

Lo so, sono un mostro con la testa sulle spalle: ma al contrario.

Un giorno di merda


Sì, lo so che ci sono il cancro, la

sla e la cirrosi epatica.
Ma anche l’ebola, l’aids, e le malattie virali.
Lo so bene che la gente muore  di fame, di stenti e per via di malattie mentali.
Genetiche.
Ereditarie.
Familiari.
Lo so che non viviamo nel miglior mondo possibile,
e nemmeno nel miglior modo.
Che homo homini lupus est, e che bisogna guardarsi sempre le spalle.
Che chi ha fatto del male se la gode alla grande, e chi ha subìto continua a prenderla in quel posto.
So che c’è sempre chi sta mille volte peggio, per mille motivi…
Tuttavia il fatto che la mia piccola, stupida malattia stia progredendo rapidamente mi fa rodere il culo.
Che cosa sarà mai una testa di cazzo di femore di fronte all’eternità?
Esattamente questo: niente.
Tuttavia il culo mi rode.
Non aver infilato nemmeno un episodio positivo in dieci anni è da guinness.
Ed io sono incazzata nera.

Un giorno di sole


Inaspettato, un giorno di sole.

Un anticipo, un piccolo assaggio della primavera che verrà.

La mia mente, ed il cuore, sono lande deserte con rare forme di strana vegetazione sparsa.

Se mi muovo, sorrido, piango, faccio, è perchè sono ancora viva, malgrado ogni mia lontana previsione.

Andare avanti seguendo i binari, o i sentieri, della vita vuol dire crescere ogni giorno di più.

Imparare. Assimilare. Sopportare. Archiviare.

Forse anche provare ad essere felici.

A me basterebbe recuperare il buono che ho perso, risucchiato dagli ultimi, difficilissimi anni che mi hanno portata fin qui.

Stanca, vuota, arresa.

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I’m running out of my time, I’m running out of breath


Io conosco le tue gesta, ma non più i tuoi pensieri.

Tu sai la mia anima a memoria, ma non più quello che faccio.

Fine postmoderna di una relazione talmente atipica da essere stata solo senza senso. Anche un po’ ridicola.

Pubblicato su auguri

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Fuck off


Me ne vado spengo tutto e non ci penso ma pensare a cosa beh non c’è che l’imbarazzo della scelta mica la mia vita ancorchè poco importante è racchiusa in questo stupido monitor che ho davanti e la vita a volte è veramente veramente complicata figli problematici genitori anziani irrisoluzioni personali che si trascinano come le catene di uno spirito abitante participio presente  un vecchio castello abbandonato e poi anche qui nella scatola delle falsità c’è gente che non merita sul serio non merita la mia benevolenza perchè di gente tarocca ho fatto il pieno e adesso la misura è stracolma per cui vaffanculo signorine false e cortesi vaffanculo ominidi queruli e petulanti vaffanculo e così sia.

febbraio: 2011
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