Question mark


Dimmi quale genere musicale ascoltavano gli uomini che hai amato e ti dirò

chi sei stata

chi sei

eventualmente chi sarai.

Io?


Io
non
odio.
Non lo faccio per indole, nè per partito preso.
A volte porto sulle spalle un fardello di rancore, ma so che il tempo se lo porterà via.
Il tempo.
Io
vorrei
sapere.
Vorrei, ma so che da certi percorsi non si torna indietro.
Si potrebbe, a dire il vero, ma non ho avuto la fortuna di incontrare una garbata, e cavalleresca, maturità.

……..la maestra


Il mio modesto (modestissimo) programma di riempire l’ipod di musica di rigorosa provenienza piratesca, è stato trombato alla grande da un’oscena manifestazione che si sta svolgendo sotto casa mia: con tanto di transenne abusive che bloccano il passaggio delle auto.
E per cosa, poi?
Non è che l’abbia capito bene, ma giù c’è una cagnara di bambini piccoli, genitori e maestre munite di megafono, dal quale escono idiozie di ogni genere, facili assist a battute degne di una misantropa acida ed ubriacona.

No, non sono ubriacona (non ancora), ma acida e misantropa sì; poi sto vivendo una fase intensamente “panofskiana”, ergo cercate di capirmi.
E’ da stamattina che le solerti maestrine piazzano striscioni, gazebo, banchetti di legno e sedie sparse (perchè le panchine del nostro pezzetto di strada privata non bastano).
Vorrei tanto poteste sentirle.
Ce n’è una che organizza i giochi (ha parlato di  tiro alla fune: primo assist).
Mentre incitava i bambini a darsi da fare ha lanciato un urlo belluino che ha fatto schizzare Thiago dentro, come se  fosse stato colpito da una fucilata di sale.
Mi sono palesata un attimo (cacchio, sul cortile si affaccia il quartier generale del mio cane), e mi sono beata alla vista di mamme e paparini che ballavano sulle note inebrianti di “maramao, perchè sei morto?”.
Sulla pubblica strada.
In quest’istante la maestra Nicoletta, che vanta diverse omonime in loco (ossignore, dovrò dunque rivalutare il mio nome di battesimo?), ha urlato come un cow boy prima del lancio del lazo.
E poi mammine e papetti al microfono, a turno, a sciorinare minchiate e barzellette, e Calamity Jane con i suoi “Ahhhoooohhhhò'”.
Chiedo asilo politico, mentre qui sotto si scandisce, a gran voce, “non-na -Le-na, non-na -Le-na”.
Sono anche lontana per una sana secchiata d’acqua, per quanto, dato il numero degli astanti, ci vorrebbe un idrante.

Gli ingiusti


In vita accade di subire torti e mali ingiusti, e di vedere gli autori delle malefatte passarsela alla grande.
D’ indole son sempre stata incline alla conciliazione, ma ad un certo punto, ed in certi casi, ho scoperto di essere diventata un’altra.
Voi credete ancora alla favoletta del perdono?

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