Trasfusa e felice


Un anno oggi.

A quest’ora ero già in sala operatoria, credo.

Volevo ricordarlo, ricordando a me stessa che, spesso, abbiamo solo una gran paura di aver paura.

Invece c’è sempre un nuovo inizio.

(Flò mi commentò parafrasando la canzone di Carmen Consoli. :))

Teatrino dell’assurdo


Serata estiva limpida, tersa, più o meno serena.

In auto.

– Hai visto la nebbia?

No.

Hai sentito abbaiare un cane?

– No.

 

Il buongiorno si vede dal mattino


– Vieni al mare?

No.

– Dai, alzati.

E’ nuvoloso.

– E allora? Poi vedrai che uscirà il sole.

No. Preferisco tornare a dormire.

– E daiiiiiiiiii.

NO.

– Fai come ti pare.

Sì: faccio sempre come mi pare, quando so di non ledere gli altri. A ledere me stessa son maestra, ormai. E, per inciso, fuori c’è un sole fantastico.

 

 

Sbang


Stupita guardo la porta che mi è stata sbattuta in faccia: senza che avessi mai chiesto di poterla aprire oltre lo spiraglio attraverso il quale mi era consentito solo di sbirciare .
Ed io sbirciavo, ma senza curiosità malevola.
E davanti a quello spiraglio aprivo la mia porta, perchè so di chi posso fidarmi.
Invece la gente cambia.

giugno: 2012
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