……..la maestra


Il mio modesto (modestissimo) programma di riempire l’ipod di musica di rigorosa provenienza piratesca, è stato trombato alla grande da un’oscena manifestazione che si sta svolgendo sotto casa mia: con tanto di transenne abusive che bloccano il passaggio delle auto.
E per cosa, poi?
Non è che l’abbia capito bene, ma giù c’è una cagnara di bambini piccoli, genitori e maestre munite di megafono, dal quale escono idiozie di ogni genere, facili assist a battute degne di una misantropa acida ed ubriacona.

No, non sono ubriacona (non ancora), ma acida e misantropa sì; poi sto vivendo una fase intensamente “panofskiana”, ergo cercate di capirmi.
E’ da stamattina che le solerti maestrine piazzano striscioni, gazebo, banchetti di legno e sedie sparse (perchè le panchine del nostro pezzetto di strada privata non bastano).
Vorrei tanto poteste sentirle.
Ce n’è una che organizza i giochi (ha parlato di  tiro alla fune: primo assist).
Mentre incitava i bambini a darsi da fare ha lanciato un urlo belluino che ha fatto schizzare Thiago dentro, come se  fosse stato colpito da una fucilata di sale.
Mi sono palesata un attimo (cacchio, sul cortile si affaccia il quartier generale del mio cane), e mi sono beata alla vista di mamme e paparini che ballavano sulle note inebrianti di “maramao, perchè sei morto?”.
Sulla pubblica strada.
In quest’istante la maestra Nicoletta, che vanta diverse omonime in loco (ossignore, dovrò dunque rivalutare il mio nome di battesimo?), ha urlato come un cow boy prima del lancio del lazo.
E poi mammine e papetti al microfono, a turno, a sciorinare minchiate e barzellette, e Calamity Jane con i suoi “Ahhhoooohhhhò'”.
Chiedo asilo politico, mentre qui sotto si scandisce, a gran voce, “non-na -Le-na, non-na -Le-na”.
Sono anche lontana per una sana secchiata d’acqua, per quanto, dato il numero degli astanti, ci vorrebbe un idrante.

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Verba volant


Immaginate, voi donne, di aver avuto una storia che avevate creduto importante con un uomo molto più giovane, ma non tanto da essere vostro figlio.

Immaginate che la storia sia finita nel peggiore dei modi e che, nonostante ciò, vi sia rimasto il piacere di continuare ad avere contatti con questa persona, anche se i sentimenti per voi sono fortemente ammaccati, e per lui non pervenuti (probabilmente da sempre, o giù di lì).

Immaginate che durante i penosi tentativi di costruire un’amicizia (alla quale tenete solo voi, perchè lui è diventato Mister Hyde) questa persona si lasci scappare gaffe che mai avreste immaginato.

Gaffe che fanno riferimento alla vostra età.

Che so, magari “dai, che la vita va avanti, e anche tu avrai le tue belle soddisfazioni: pensa a quando diventerai nonna”. E voi avete 50 anni, e vostro figlio nemmeno 17.

Oppure che il ragazzotto che una volta, in piena scuffia, proferiva parole che ricordate ancora, parlando con voi, oggi, vi faccia  balenare in testa l’idea che fosse solo il pupazzo di un ventriloquo bugiardo o ubriaco.

Immaginate che vi dica che va spesso a cena con un tipo che ha poco più della vostra età, il quale ha un figlio della sua.

Immaginate che vi venga da vomitare, perchè io, per esempio, la nausea l’ho sentita come un pugno allo stomaco.

E dite che mi capite, caspiterina, o  me ne vado a vivere su Marte.

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