Le parole che non ti ho detto


 

Hannibal batte Saw 2 a 0.

Umana


Se volessi far l’amore con un uomo (ho scritto far l’amore, non scopare), mi piacerebbe che il sottofondo musicale fosse questo: all’infinito.

Scatoline cinesi


I condomìni sono armi di distruzione di massa.

Che la vita non sia una favola lo sanno anche le mosche  però sentire, tuo malgrado, certe cose, non è bello nè edificante.

E sapere che gli altri sentono le tue cose non è bello, nè edificante.

Tutti sulla bocca di tutti: e ci si sorride fingendo una spensieratezza che non c’è.

Stamattina mi sono svegliata con questa canzone in testa.

Non piazzerò megafoni dietro le porte degli appartamenti: la ascolteranno i due lettori due di questo blog in sordina.

 

Va (terza persona singolare del verbo andare, indicativo presente)


Non l’abbiamo ancora sfangato, questo giorno di tortellini e tacchino, di arrosti vari, vini, cartellate e panettone.

Cosa resterà, domani, di tutto ciò?

Il ricordo.

Allora cerco di tenermi il senso di calore che mi trasmettono le persone che amo, e  a culo tutto il resto.

natale


Ho mangiato il panettone avvelenato. Adesso sono pronta per spiccare un salto, o per spegnere l’interruttore. La somma delle vite maledette si somma a maledizioni pregresse: insieme costituiscono qualcosa che sarebbe difficilissimo da sopportare per chiunque.

Ed io ho le spalle temprate, ma strette.

Adesso che il panettone avvelenato è in circolo posso salutare i figli, accarezzarli ed allontanarmene velocemente: essi sono il mio cianuro, ed io il loro.

Sia sempre maledetto il natale. Se ci fosse dio maledirei anche lui.

Sotto mi aspetta la mia vecchia e fidata auto: compagna di brutti quarti d’ora e di momenti indimenticabili.

Tra un po’ io e il panettone avvelenato ci mettiamo alla guida: e accada quel che deve accadere.

Sono blasfema, ma conosco le cause giuste e necessarie.

Friends will be friends


C’è un sole splendido e pulito, ma l’aria è gelida per la neve caduta nei dintorni.

Ho tema anche di stendere i panni in veranda: dovrò intabarrarmi come uno sciatore.

L’amico chiama per sapere come va: è al corrente dei problemi che sto affrontando in questo periodo.

Ha modi premurosi: non avrei mai pensato, qualche anno fa, che saremmo rimasti in contatto.

A volte le persone più improbabili si rivelano sincere e leali: basta aspettarle alla fine di una lunga distanza.

– E mi raccomando, non prendere l’auto per allontanarti: le strade sono ghiacciate. Poi non hai l’abs.

Ce l’ho.

– Ma la tua auto è vecchia.

L’ho fatta rimettere a nuovo, lo sai.

– Sì, ma non uscire lo stesso. Non voglio che ti accada qualcosa di brutto.

Vorrei rispondere che, al punto in cui sono, anche un bel testacoda potrebbe rappresentare una soluzione.

Lo penso ma taccio.

Grazie.

Piccola Italia


Yara dopo Sarah.

Gli studi televisivi dei talk show si passano tra di loro i divani sui quali sono incollati i culi della Palombelli, di padre Meluzzi e del colonnello Garofano. Più altra fauna itinerante.

E l’audience sale.

Che schifo.

 

Evil


A volte ho il terrore di perdere il controllo di me stessa, e di commettere un imprecisato numero di spropositi.

Stasera sono uscita dalla grazia di Dio, e per la mente mi sono passate immagini orrende.

Ho anche pronunciato parole orrende, sapendo di ferire. Contenta di ferire.

Poi mi sono sentita persa, e ho avuto paura.

Vieni via con me?


Vado via perchè le chiacchiere mi hanno rotto le balle.

Resto perchè, se andassi via, quelle chiacchiere mi mancherebbero.

Vado via perchè così starò lontana da certe tentazioni.

Resto, perchè certe tentazioni mi seguirebbero anche in capo al mondo.

Vado via perchè voglio darci un taglio.

Resto, perchè si può recidere anche affrontando i problemi di petto.

Vado via perchè s’è chiusa un’epoca.

Resto, perchè voglio e merito che se ne riapra una migliore.

Poche parole


Ci sono giorni in cui le parole muoiono dentro.

Giorni in cui, se fosse possibile, ci si vorrebbe solo racchiudere in se stessi come piccole lumache al riparo di una foglia.

Mio Dio, come sono caduta in basso


Ah, ah, prova.

Ieri, dopo aver scherzato sul nome di un politico italiano che non mi è nemmeno inviso come altri, ho assistito alla “manomissione” del mio account faccialibro.

Al momento continuo a non poter commentare, nemmeno sulla mia pagina (quando è successo il fattaccio ero altrove). Ho solo facoltà di cliccare su “mi piace”, di scrivere privatamente e di postare video.

Questo, quindi, è solo un tentativo, visto che avevo collegato il mio account facebook ai miei due blog morenti.

Da stamattina, se qualcuno (nella fattispecie Jo) pubblica qualcosa sulla mia bacheca ed io provo a rispondergli in privato, mi viene chiesto di verificare l’amicizia.

Tutto ciò mi pare strano e senza senso, ma penso proprio che sopravviverò. ;)

Ad maiora? Mah.

Testimoni


Stamattina, ormai ieri, suonano al citofono in un orario insolito.

Il corriere è già passato.

Non aspetto nessuno.

Sì?

Intravedo il volto di una signora di una certa età.

– Buongiorno,  io sono cattolica.

?

– Vorrei parlare della madonna.

Mi scusi, ma non ho tempo (seeeeeee).

– Vorrei discutere (discutere???) della madonna. Pochi minuti.

Non credo.

– Sì, non le porterò via molt…

Non credo nel senso che sono atea.

La signora biascica un buongiorno e se ne va.

Finchè morte non vi separi


L’ho sempre considerata una frase esagerata: solenne ma ridondante. Soprattutto quando toccò a me, separare ciò che Dio aveva unito.

Vent’anni fa ero un’altra.

E adesso non c’entro.

La Mondaini, come ho appreso da Marcello su facebook, ha raggiunto il suo Raimondo.

Ovviamente non credo che, oltre questa vita, ce ne sia un’altra, ma stavolta  mi piace immaginarli fra le nuvole, come Bonolis e Laurenti, a rimproverarsi a vicenda, lui col giornale sportivo davanti, lei a scalciare nel letto.

Mi piacerebbe sapere che cosa avrebbero detto, se anni fa avessero solo ipotizzato che se ne sarebbero andati quasi insieme.

Posso quasi immagianarlo.

Un corpo per la scienza


Adesso perchè non studiate me?

Tema


Tema: un giorno qualcuno ti chiederà:
“Cosa pensi dell’amor?”

Amor… amor…amor… amor…

(apre il tema Sergio)

Penso che l’amor sia la più bella cosa che
dia felicità, ma quel che credo è poi verità?
Vedo tutti che si dan da fare per trovar
una donna che col pianto in gola poi li lascerà.

Viva, viva l’amor, è per l’amore che si canta
viva, viva l’amor, e per l’amore ancora si vivrà.

Amor…amor…amor amor…

(continua il tema Giacomo)

Amore è una parola, l’amore vero non esiste,
è solo nei sogni di chi ha passato una triste gioventù.
E’ un sentimento che ora è vicino con la tua mano,
cade come una stella, ed è lontano mille anni fa.

Viva, viva l’amor…

Amor… amor…amor… amor…

(seguita il tema Francesco)

Un’estate fa per molte notti insieme a lei
ho creduto che fosse davvero gelosa di me.
Sola la lasciai, ma poi in silenzio ritornai,
ed ho scoperto che trovava chi consolava il suo cuor…

Viva, viva l’amor…

Amor…amor… amor… amor…

(conclude Enrico Maria Papes)

Credo nell’amor, in ciò che sente il nostro cuor,
so di non sbagliar se dico che l’amicizia lo può dar.
L’arte è nel cuor, e la famiglia è calor,
poi una donna c’è per completare questo nostro amor…

Viva, viva l’amor…



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