Le voci


Se non hai parole la musica ne avrà al posto tuo.
E ne avranno le immagini che sceglierai, perchè dicano agli altri se sei felice o brancoli nella nebbia fitta delle tue paure.
Se hai buttato il passato alle spalle, o ricordi ancora, e i ricordi sono spine nel cuore.
Se hai incontrato un Angelo e lui ti ha teso una mano, perchè gli Angeli, almeno loro, non sono stati mandati qui per ferirti.
Se non hai parole penserai a voce bassa, interrogando la tazza bollente che stringi fra le mani.
E, fuori, la stella più luminosa di tutte darà conforto alla tua voce muta.

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Thinking black


Ad un certo punto ti rendi conto che l’unidirezionalità del pensiero negativo costante è il tuo unico punto fermo.
E ti viene voglia di scappare.

Delusa


Delusa.
Dalla casualità di certi eventi.
Dalla sottile perfidia dei soliti noti.
Dai flussi di coscienza incosciente.
Dall’opportunismo di chi approfitta della buona fede.
Delusa da me stessa, e dalla mia endemica disponibilità alla conciliazione.

s.p.


A volte fai parlare le immagini, sperando che esse facciano parlare te.

Teatrino dell’assurdo


Serata estiva limpida, tersa, più o meno serena.

In auto.

– Hai visto la nebbia?

No.

Hai sentito abbaiare un cane?

– No.

 

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